13 febbraio 2013
Conaps (professioni sanitarie): «Sistema
insostenibile, storture e abusivismo tolgono
sicurezza ai cittadini».
«Prepariamo il futuro» è il manifesto che domani a Roma presentano le professioni sanitarie riunite nel Conaps durante il
convegno sul tema organizzato dalla Confederazione nazionale dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico Antel
Assiatel-Aitic, presieduto da Fernando Capuano
All'incontro è prevista la presenza del ministro Balduzzi, e di alcuni rappresentanti dei partiti in campo per le prossime
elezioni politiche. Parole contenute anche nel manifesto «Professioni Sanitarie: al servizio dei cittadin
sostenibile», destinato ad entrare nell'agenda del primo ministro che avrà il compito di guidare l'Italia nei prossimi 5 anni
«Le professioni sanitarie riunite nel Conaps
insieme a quelle organizzate in Ordini e Collegi, la colonna vertebrale del Ssn. Ma ancora oggi troppe sono le storture e
le limitazioni cui sono costrette: assenza di Albi e Ordini, disordine normativo nella formazione, molti provvedimenti
disattesi, libera professione al palo. Eppure la tutela della salute, garantita dall'art. 32 della nostra Costituzione, si esplica
anche attraverso la garanzia, da parte dello Stato, della certezza del professionista con cui il cittadino si relaziona. Per
questo motivo sono stati istituiti per medici, infermieri, tecnici di radiologia e ostetriche gli Albi, riuniti in Ordini e in
Collegi, garantendo al cittadino di ritrovare, in quel professionista, le competenze che legittimamente si possono
attendere, in virtù della formazione universitaria a carattere nazionale, oltre che del governo della deontologia
professionale e della formazione continua. Non se ne spiega dunque l'assenza per le altre professioni sanitarie. In
quest'ottica, liberare le professioni sanitarie
essere uno degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo».
«Le Professioni Sanitarie oggi, in Italia
contribuire molto di più ai bisogni della collettività, in termini di efficacia ma anche di sostenibilità economica. Lo svilu
delle professioni sanitarie degli ultimi decenni, ora evidenzia una battuta d'arresto, pur non rappresentando un costo pe
il sistema, ma un investimento: a fronte di una spesa iniziale si pongono obiettivi di riduzione della disabilità e rinforzo
della partecipazione di tutti i cittadini alla società».
Ecco i sette punti del manifesto, che secondo le professioni è anche ci
1 - Albo professionale per ognuno dei profili delle professioni sanitarie:
Costituzione, a riconoscere i professionisti cui si rivolgono e sapere con esattezza
loro; attualmente il danno alla salute dei Cittadini derivante dall'abusivismo professionale è sotto gli occhi di tutti;
2 - Chiarezza nella formazione dei professionisti:
già la legge aveva dichiarato chiuse; purtroppo, in assenza di chiarezza e ordine, diversi sono i tentativi di ricreare figur
non più esistenti, allo scopo di sfuggire alla formazione, esclusivamente universitaria;
3 -Sistema di governo aziendale: la l. 251/00 e la l. 43/2006, approvate per riformare il sistema sanitario grazie alla
diretta responsabilizzazione dei professionisti sanitari nell'organizzazione dei propri processi professionali nelle aziende
sanitarie, sono pienamente disattese; in alcuni casi si è proceduto, correttamente, ad individuare dirigenze di area in staff
alla direzione aziendale ed in rapporto diretto con essa; molte volte, invece, disapplicando le norme e proseguendo su
modelli organizzativi sorpassati e dimostratisi
economicamente. Occorre investire sul nuovo "profilo giuridico" del professionista sanitario, nella sua "posizione di
garanzia", adeguando le strutture organizzative ed im
4 -Accreditamento diretto con leaziende sanitarie pubbliche:
sanitaria ove essere presi in carico per i problemi complessi, il libero professionista per i problemi che
approccio multiprofessionale; per il sistema significherebbe maggiori risparmi, migliore efficienza grazie alla corretta
allocazione delle casistiche rispetto alle risorse e per i cittadini maggiore possibilità di una scelta consapevole
5 - Libera professione intramoenia in autonomia:
sanitarie come attività di supporto alla visita medica; è invece necessario modificare il CCNL perché preveda la
possibilità per i cittadini di accedere direttamente alle prestazioni delle professioni sanitarie, in libera professione, invece
di essere obbligati ad una visita medica, quando non necessaria. Anche in questo modo si combattono gli sprechi e i
rischi di errore;
Capuano.
- spiega il presidente del Coordinamento nazionale
si, ella dagli ostacoli che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Ssn deve
– spiega il presidente Antel-Assiatel-Aitic, Fernando Capuano
ciò di cui cittadini e professionisti hanno bisogno:
i cittadini hanno il diritto, tutelato dalla
cosa legittimamente aspettarsi da
vanno abrogate le norme relative alla formazione p
fallimentari, ci si è limitati ad attuare modelli inefficienti e non più sostenibili
implementando nuove competenze;
i cittadini devono poter scegliere, accanto alla struttura
bisogna superare la previsione della prestazione delle professioni
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Antel-
cittadini per un sistema
anni.
Antonio Bortone - sono,
– possono
sviluppo
per
ò pregressa, che
figure
non necessitano di
e sicura;
6 - Progetto nazionale sui percorsi di cura facilitati: sulla base di protocolli interdisciplinari, categorie di utenti con
bisogni sanitari "non complessi" devono potere accedere direttamente al professionista sanitario senza duplicazioni di
visite; in questo ambito vi sono alcune valide esperienze regionali; è necessario che ogni professionista, nel SSN,
esprima al massimo le proprie potenzialità, rispondendo ai bisogni della tipologia e complessità adeguati; codificare
percorsi di cure significa anche liberare risorse di risposta a bisogni complessi, aumentando la sostenibilità del sistema;
7 -Equipe Multidisciplinare: l'integrazione in sanità è elemento fondante della pratica clinica e non può essere risolta
da un unico professionista; rafforzare l'integrazione significa restituire responsabilità all'équipe e centralità al paziente; se
il sistema non vuole regredire, deve liberarsi delle tentazioni di restaurazione, nell'ottica di un coinvolgimento reale dei
cittadini e dell'avanzamento verso modelli che guardano alle competenze necessarie per la risoluzione dei problemi
dell'utente, piuttosto che alla salvaguardia delle professioni.
«Questo – conclude il presidente Conaps – è il nostro programma che proponiamo a coloro che si candidano a guidare il
Paese. Queste le nostre soluzioni ai problemi che coinvolgono professionisti e l'intero sistema salute. Le professioni
sanitarie sono pronte per lo sviluppo e per il futuro. Auspichiamo ora che lo sia anche la classe politica del nuovo
Parlamento, nell'interesse di tutti i cittadini».
13 febbraio 2013
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