giovedì 21 febbraio 2013

Al Ministro della salute Prof. Balduzzi: riconoscere la professione sanitaria del musicoterapista

 
Change.org

Ehi, ho appena firmato la petizione " Al Ministro della salute Prof. Balduzzi: riconoscere la professione sanitaria del musicoterapista "E voleva vedere se potesse aiutarmi aggiungendo il tuo nome. Nostro obiettivo è quello di raggiungere 1,000 firme e abbiamo bisogno di più sostegno. Si può leggere di più e firmare la petizione qui: https://www.change.org/it/petizioni/al-ministro-della-salute-prof-balduzzi-riconoscere-la-professione-sanitaria-del-musicoterapista Grazie! Rolando

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mercoledì 20 febbraio 2013

CONAPS


COMUNIUCATO STAMPA
Ultimi appelli prima del voto. Ora tocca al CONAPS
PROFESSIONI SANITARIE, DAL MANIFESTO AGLI "ORDINI"
IN ARRIVO NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI E SPECIALIZZAZIONI
L'incontro con le principali rappresentanze politiche ha confermato ampie convergenze con l'agenda "sanità" sulle proposte del Coordinamento Nazionale
Roma, 20 febbraio 2013 – Un comune sentire come da anni non si vedeva. È questo il risultato più importante e coinvolgente per tutti gli operatori che è emerso dall'incontro manifesto "Prepariamo il futuro – Le Professioni sanitarie al servizio dei Cittadini" che si è svolto a Roma, aperto da un messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza di una importante rappresentanza delle forze politiche in campo per questa sfida elettorale. Questione ordinistica ormai non più rinviabile e applicazione della legge 251/2000 che ha introdotto la figura della dirigenza delle professioni sanitarie sono i due punti chiave della prossima legislatura. "Punti che non possono esistere – ha spiegato Fernando Capuano, presidente della Confederazione Nazionale dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, che ha organizzato l'incontro – senza una nuova 'vision' delle organizzazioni rappresentative delle professioni sanitarie, della società civile e della politica, per un nuovo patto sulla salute che rimane un bene supremo che non ha confini o limitazioni di appartenenza politica". All'incontro, organizzato con il sostegno delle onorevoli Beatrice Lorenzin e Paola Binetti, e del dott. Saverio Proia del Ministero della Salute, sono intervenuti i responsabili (o delegati) salute di PD (Margherita Miotto), PDL (Stefano De Lillo), Fratelli d'Italia (Maria Alessandra Gallone), SEL (Elisabetta Leone), UDC (Claudio Gustavino).
"Questi interventi – ha aggiunto Fernando Capuano – hanno avuto un denominatore comune fondamentale: la centralità e la garanzia del Sistema Sanitario Nazionale, equo, solidale, sostenibile e accessibile per tutti i cittadini. La spending review a livello delle Regioni, quindi si potrà attuare con la giusta valorizzazione delle figure professionali, soprattutto nella fase del governo clinico e nella corresponsabilizzazione".
"Il nostro manifesto Prepariamo il futuro – Le Professioni sanitarie al servizio dei Cittadini – ha aggiunto il presidente Conaps, Antonio Bortone – propone un sistema sostenibile e fruibile, che sarà sottoposto alla condivisione di tutti i leader delle formazioni politiche anche e soprattutto quelle del prossimo governo. Le tematiche emergenziali per le Professioni Sanitarie – ha continuato Bortone – ormai non sono più rinviabili, soprattutto quella della mancata introduzione nel nostro sistema degli Albi e Ordini, che produce ogni giorno un danno reale sulla certezza e sicurezza delle prestazioni, e favorisce il proliferare dell'abusivismo. Il nostro auspicio – ha concluso Bortone – è quello di una presa di coscienza della classe politica per riavvicinare e recuperare la credibilità della politica per il cittadino e gli operatori sanitari".
"In questa legislatura – ha affermato Francesco Saverio Proia, dirigente del Ministero della Salute – sono stati compiuti passi concreti in questa direzione. Da un lato il tavolo tecnico per l'implementazione delle competenze delle professioni sanitarie, dall'altro l'introduzione delle specializzazioni, tanto attese e richieste dai nuovi modelli organizzativi che basano l'organizzazione del lavoro in sanità tra pari. Le prime due
intese raggiunte per le professioni infermieristiche e quella di tecnico sanitario di radiologia medica, dopo una comprensibile resistenza iniziale, dovuta a motivi di timore di invasione di campo, potranno estendersi a tutte le altre, per rispondere alla domanda di innovazione e riorganizzazione. Per il futuro – ha aggiunto il dr. Proia – vi è la necessità dell'applicazione della Legge 251/2000 che ha introdotto la figura della dirigenza delle professioni sanitarie, per migliorare e ottimizzare l'allocazione delle risorse umane, strumentali ed economiche in strutture aziendali sempre più caratterizzate dal concetto di area vasta o centralizzazione dei servizi. Infine – ha concluso il dr. Proia – è evidente a tutti che la questione ordinistica (l'eterna incompiuta), ormai non è più rinviabile, e dovrà riprendere al più presto, con l'insediamento delle nuove camere l'iter incompiuto dell'A.S. 2935".
"L'apporto delle professioni sanitarie – ha spiegato Luigi Conte, che ha portato i saluti del Presidente Nazionale Fnomceo, Amedeo Bianco – ha una valenza strategica nella realizzazione dei dettami costituzionali di cui all'art.32, sulla tutela e preservazione dello stato di salute. Ormai sono lontane e anacronistiche le diatribe tra i professionisti medici e le altre professioni che devono invece integrarsi per fornire al cittadino prestazioni socio-sanitarie e riabilitative di qualità e sostenibili in un periodo di profonda crisi economica".
Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha delegato il Direttore Generale delle professioni sanitarie, Giovanni Leonardi, ad assicurare l'impegno e l'attenzione del Ministero. Il Convegno, pur svolgendosi in piena campagna elettorale, si è caratterizzato da interventi concreti e competenti dei numerosi relatori che hanno di fatto "suggellato" un nuovo patto tra le Associazioni regolamentate e non ancora ordinate e i responsabili salute delle formazioni politiche partecipanti.
Ufficio stampa Conaps
Carlo Buffoli
Tel. 3496355598

conaps

DA DOCTORNEWS DEL 15 02 2013
Conaps: "prepariamo il futuro" della sanità italiana
L'appuntamento è per questa mattina, presso la Camera dei deputati. È questa l'occasione scelta
da Conaps (Coordinamento nazionale delle professioni sanitarie) per presentare un manifesto in
sette punti che indica in che modo si può "preparare il futuro" della sanità del nostro Paese.
Secondo il presidente Conaps Antonio Bortone, «liberare le professioni sanitarie dagli ostacoli
che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Servizio sanitario nazionale deve essere uno
degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo». Il programma, proposto da Cona ps a coloro
che si candidano a guidare il Paese, si apre con la richiesta di un albo professionale per ognuno
dei profili delle professioni sanitarie, perché «attualmente il danno alla salute dei cittadini derivante
dall'abusivismo professionale è sotto gli occhi di tutti». Ne è requisito essenziale la chiarezza nella
formazione dei professionisti. Riguardo al sistema di governo aziendale, Conaps fa notare che
alcune norme (come la l. 251/00 e la l. 43/2006) restano disattese, mentre occorre investire sul
nuovo "profilo giuridico" del professionista sanitario, nella sua "posizione di garanzia", adeguando
le strutture organizzative e implementando nuove competenze. Si sostiene poi l'accreditamento
diretto con le aziende sanitarie pubbliche: tra le scelte da attribuire ai cittadini deve rientrare anche
quella del libero professionista per i problemi che non necessitano di approccio multi professionale.
I pazienti devono avere la possibilit&agra ve; di accedere direttamente alle prestazioni sanitarie
erogate in libera professione, invece di essere obbligati a una visita medica, quando non
necessaria. Occorre un progetto nazionale che codifichi percorsi di cura facilitati, in modo che il
cittadino con bisogni sanitari "non complessi" possa rivolgersi direttamente al professionista
sanitario senza duplicazioni di visite. Infine, Conaps sostiene con decisione che l'integrazione,
attuata tramite équipe multidisciplinari, debba rappresentare l'elemento fondante della pratica
clinica.

martedì 19 febbraio 2013

LA REALTA'


Rolando Proietti Mancini

Ministero della Salute 
n. 26 11 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA

Ministro Balduzzi su professioni sanitarie:
approfondire per maggior sicurezza a cittadini e operatori

Le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzioni in campo sanitario sono attività di competenza e riservate alle professioni sanitarie. Lo ribadisce un provvedimento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della Salute, Prof. Renato Balduzzi, seguito all'approvazione della legge 4 del 14 gennaio 2013 con la quale si dettano norme per il riconoscimento delle professioni non organizzate, dalle quali restano fuori le attività riservate per legge alle professioni sanitarie. La complessità dell'ambito di intervento delle 28 professioni laureate vigilate dal Ministero della Salute, interessate da una continua evoluzione scientifica, tecnologica, formativa ed ordinamentale, rende necessario un approfondimento tecnico e giuridico delle attività proprie delle professioni sanitarie attraverso una preliminare ricognizione delle funzioni di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione riservate alle professioni sanitarie. Il provvedimento ne affida la competenza del Consiglio Superiore di Sanità.
"Con questa attività ricognitiva - afferma il Ministro Balduzzi - si intende informare correttamente i cittadini su quali siano i professionisti a cui la legge affida la cura della loro salute e, nel contempo, dare garanzie ai professionisti della salute nella certezza che non vi possa essere sovrapposizione di competenze con altri operatori che non abbiano conseguito l'accreditamento formativo e professionale richiesto alle professioni sanitarie dall'attuale normativa, nazionale e dell'Unione Europea".

info


13 febbraio 2013
Conaps (professioni sanitarie): «Sistema
insostenibile, storture e abusivismo tolgono
sicurezza ai cittadini».
«Prepariamo il futuro» è il manifesto che domani a Roma presentano le professioni sanitarie riunite nel Conaps durante il
convegno sul tema organizzato dalla Confederazione nazionale dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico Antel
Assiatel-Aitic, presieduto da Fernando Capuano
All'incontro è prevista la presenza del ministro Balduzzi, e di alcuni rappresentanti dei partiti in campo per le prossime
elezioni politiche. Parole contenute anche nel manifesto «Professioni Sanitarie: al servizio dei cittadin
sostenibile», destinato ad entrare nell'agenda del primo ministro che avrà il compito di guidare l'Italia nei prossimi 5 anni
«Le professioni sanitarie riunite nel Conaps
insieme a quelle organizzate in Ordini e Collegi, la colonna vertebrale del Ssn. Ma ancora oggi troppe sono le storture e
le limitazioni cui sono costrette: assenza di Albi e Ordini, disordine normativo nella formazione, molti provvedimenti
disattesi, libera professione al palo. Eppure la tutela della salute, garantita dall'art. 32 della nostra Costituzione, si esplica
anche attraverso la garanzia, da parte dello Stato, della certezza del professionista con cui il cittadino si relaziona. Per
questo motivo sono stati istituiti per medici, infermieri, tecnici di radiologia e ostetriche gli Albi, riuniti in Ordini e in
Collegi, garantendo al cittadino di ritrovare, in quel professionista, le competenze che legittimamente si possono
attendere, in virtù della formazione universitaria a carattere nazionale, oltre che del governo della deontologia
professionale e della formazione continua. Non se ne spiega dunque l'assenza per le altre professioni sanitarie. In
quest'ottica, liberare le professioni sanitarie
essere uno degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo».
«Le Professioni Sanitarie oggi, in Italia
contribuire molto di più ai bisogni della collettività, in termini di efficacia ma anche di sostenibilità economica. Lo svilu
delle professioni sanitarie degli ultimi decenni, ora evidenzia una battuta d'arresto, pur non rappresentando un costo pe
il sistema, ma un investimento: a fronte di una spesa iniziale si pongono obiettivi di riduzione della disabilità e rinforzo
della partecipazione di tutti i cittadini alla società».
Ecco i sette punti del manifesto, che secondo le professioni è anche ci
1 - Albo professionale per ognuno dei profili delle professioni sanitarie:
Costituzione, a riconoscere i professionisti cui si rivolgono e sapere con esattezza
loro; attualmente il danno alla salute dei Cittadini derivante dall'abusivismo professionale è sotto gli occhi di tutti;
2 - Chiarezza nella formazione dei professionisti:
già la legge aveva dichiarato chiuse; purtroppo, in assenza di chiarezza e ordine, diversi sono i tentativi di ricreare figur
non più esistenti, allo scopo di sfuggire alla formazione, esclusivamente universitaria;
3 -Sistema di governo aziendale: la l. 251/00 e la l. 43/2006, approvate per riformare il sistema sanitario grazie alla
diretta responsabilizzazione dei professionisti sanitari nell'organizzazione dei propri processi professionali nelle aziende
sanitarie, sono pienamente disattese; in alcuni casi si è proceduto, correttamente, ad individuare dirigenze di area in staff
alla direzione aziendale ed in rapporto diretto con essa; molte volte, invece, disapplicando le norme e proseguendo su
modelli organizzativi sorpassati e dimostratisi
economicamente. Occorre investire sul nuovo "profilo giuridico" del professionista sanitario, nella sua "posizione di
garanzia", adeguando le strutture organizzative ed im
4 -Accreditamento diretto con leaziende sanitarie pubbliche:
sanitaria ove essere presi in carico per i problemi complessi, il libero professionista per i problemi che
approccio multiprofessionale; per il sistema significherebbe maggiori risparmi, migliore efficienza grazie alla corretta
allocazione delle casistiche rispetto alle risorse e per i cittadini maggiore possibilità di una scelta consapevole
5 - Libera professione intramoenia in autonomia:
sanitarie come attività di supporto alla visita medica; è invece necessario modificare il CCNL perché preveda la
possibilità per i cittadini di accedere direttamente alle prestazioni delle professioni sanitarie, in libera professione, invece
di essere obbligati ad una visita medica, quando non necessaria. Anche in questo modo si combattono gli sprechi e i
rischi di errore;
Capuano.
- spiega il presidente del Coordinamento nazionale
si, ella dagli ostacoli che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Ssn deve
– spiega il presidente Antel-Assiatel-Aitic, Fernando Capuano
ciò di cui cittadini e professionisti hanno bisogno:
i cittadini hanno il diritto, tutelato dalla
cosa legittimamente aspettarsi da
vanno abrogate le norme relative alla formazione p
fallimentari, ci si è limitati ad attuare modelli inefficienti e non più sostenibili
implementando nuove competenze;
i cittadini devono poter scegliere, accanto alla struttura
bisogna superare la previsione della prestazione delle professioni
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Antel-
cittadini per un sistema
anni.
Antonio Bortone - sono,
– possono
sviluppo
per
ò pregressa, che
figure
non necessitano di
e sicura;
6 - Progetto nazionale sui percorsi di cura facilitati: sulla base di protocolli interdisciplinari, categorie di utenti con
bisogni sanitari "non complessi" devono potere accedere direttamente al professionista sanitario senza duplicazioni di
visite; in questo ambito vi sono alcune valide esperienze regionali; è necessario che ogni professionista, nel SSN,
esprima al massimo le proprie potenzialità, rispondendo ai bisogni della tipologia e complessità adeguati; codificare
percorsi di cure significa anche liberare risorse di risposta a bisogni complessi, aumentando la sostenibilità del sistema;
7 -Equipe Multidisciplinare: l'integrazione in sanità è elemento fondante della pratica clinica e non può essere risolta
da un unico professionista; rafforzare l'integrazione significa restituire responsabilità all'équipe e centralità al paziente; se
il sistema non vuole regredire, deve liberarsi delle tentazioni di restaurazione, nell'ottica di un coinvolgimento reale dei
cittadini e dell'avanzamento verso modelli che guardano alle competenze necessarie per la risoluzione dei problemi
dell'utente, piuttosto che alla salvaguardia delle professioni.
«Questo – conclude il presidente Conaps – è il nostro programma che proponiamo a coloro che si candidano a guidare il
Paese. Queste le nostre soluzioni ai problemi che coinvolgono professionisti e l'intero sistema salute. Le professioni
sanitarie sono pronte per lo sviluppo e per il futuro. Auspichiamo ora che lo sia anche la classe politica del nuovo
Parlamento, nell'interesse di tutti i cittadini».
13 febbraio 2013
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domenica 17 febbraio 2013

CHIAREZZA E' FATTA


L'approvazione del ddl 3270, promulgato in legge n. 4 del 14 gennaio 2013 aveva generato tanta confusione mediatica, delusione nel mondo professionale sanitario e disorientamento nei cittadini.

Dopo un intervento deciso del Conaps presso il Ministero della Salute, il Ministro Balduzzi, condividendo le perplessità dei professionisti e consapevole della confusione che si stava creando, assunse l'impegno di condividere con le Regioni un atto che ponesse rimedio alle preoccupanti quanto irresponsabili invasioni di campo.
Con l'approvazione del provvedimento in Conferenza Stato-Regioni si chiarisce finalmente quanto sostenuto sempre dal Conaps: le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione sono riservate alle Professioni Sanitarie.

Oggi, qualcuno prenderà coscienza che le mal celata velleità di "sfondare" in campo sanitario attraverso la tanto sbandierata legge 4/2013 (ex ddl 3270) si è sciolta come "neve al sole". Se ne faccia una ragione.

Nel rispetto della Legge e nell'interesse dei Cittadini: non si scherza con la salute delle persone!

Grazie Signor Ministro.

L'approvazione del ddl 3270, promulgato in legge n. 4 del 14 gennaio 2013 aveva generato tanta confusione mediatica, delusione nel mondo professionale sanitario e disorientamento nei cittadini.

Dopo un intervento deciso del Conaps presso il Ministero della Salute, il Ministro Balduzzi, condividendo le perplessità dei professionisti e consapevole della confusione che si stava creando, assunse l'impegno di condividere con le Regioni un atto che ponesse rimedio alle preoccupanti quanto irresponsabili invasioni di campo.
Con l'approvazione del provvedimento in Conferenza Stato-Regioni si chiarisce finalmente quanto sostenuto sempre dal Conaps: le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione sono riservate alle Professioni Sanitarie.

Oggi, qualcuno prenderà coscienza che le mal celata velleità di "sfondare" in campo sanitario attraverso la tanto sbandierata legge 4/2013 (ex ddl 3270) si è sciolta come "neve al sole". Se ne faccia una ragione.

Nel rispetto della Legge e nell'interesse dei Cittadini: non si scherza con la salute delle persone!

Grazie Signor Ministro.

info


COMUNICATO STAMPA




Ministro Balduzzi su professioni sanitarie:




Le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzioni in campo sanitario sono attività di competenza e riservate alle professioni sanitarie. Lo ribadisce un provvedimento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della Salute, Prof. Renato Balduzzi, seguito all'approvazione della legge 4 del  14 gennaio 2013 con la quale si dettano norme per il riconoscimento delle professioni non organizzate, dalle quali restano fuori  le attività riservate per legge alle professioni sanitarie. La complessità dell'ambito di intervento delle 28 professioni laureate vigilate  dal Ministero della Salute, interessate da una continua evoluzione scientifica, tecnologica, formativa ed ordinamentale, rende necessario un approfondimento tecnico e giuridico delle attività proprie delle professioni sanitarie attraverso una preliminare ricognizione delle funzioni di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione riservate alle professioni sanitarie. Il provvedimento ne affida la competenza del Consiglio Superiore di Sanità.

"Con questa attività ricognitiva  - afferma il Ministro Balduzzi -  si intende informare correttamente i cittadini su quali siano i professionisti a cui la legge affida la cura della  loro salute e, nel contempo, dare garanzie ai professionisti della salute nella certezza che non vi possa essere sovrapposizione di competenze con  altri operatori che non abbiano conseguito l'accreditamento formativo e professionale richiesto alle professioni sanitarie dall'attuale normativa, nazionale e dell'Unione Europea".

approfondire per maggior sicurezza a cittadini e operatori




info

Ministero della Salute

n. 26 11 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA




Ministro Balduzzi su professioni sanitarie:

approfondire per maggior sicurezza a cittadini e operatori




Le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzioni in campo sanitario sono attività di competenza e riservate alle professioni sanitarie. Lo ribadisce un provvedimento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della Salute, Prof. Renato Balduzzi, seguito all'approvazione della legge 4 del  14 gennaio 2013 con la quale si dettano norme per il riconoscimento delle professioni non organizzate, dalle quali restano fuori  le attività riservate per legge alle professioni sanitarie. La complessità dell'ambito di intervento delle 28 professioni laureate vigilate  dal Ministero della Salute, interessate da una continua evoluzione scientifica, tecnologica, formativa ed ordinamentale, rende necessario un approfondimento tecnico e giuridico delle attività proprie delle professioni sanitarie attraverso una preliminare ricognizione delle funzioni di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione riservate alle professioni sanitarie. Il provvedimento ne affida la competenza del Consiglio Superiore di Sanità.

"Con questa attività ricognitiva  - afferma il Ministro Balduzzi -  si intende informare correttamente i cittadini su quali siano i professionisti a cui la legge affida la cura della  loro salute e, nel contempo, dare garanzie ai professionisti della salute nella certezza che non vi possa essere sovrapposizione di competenze con  altri operatori che non abbiano conseguito l'accreditamento formativo e professionale richiesto alle professioni sanitarie dall'attuale normativa, nazionale e dell'Unione Europea".


giovedì 14 febbraio 2013

CONAPS

«Prepariamo il futuro» è il manifesto che domani a Roma presentano le professioni sanitarie riunite nel Conaps durante il convegno sul tema organizzato dalla Confederazione nazionale dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico Antel-Assiatel-Aitic, presieduto da Fernando Capuano.

All'incontro è prevista la presenza del ministro Balduzzi, e di alcuni rappresentanti dei partiti in campo per le prossime elezioni politiche. Parole contenute anche nel manifesto «Professioni Sanitarie: al servizio dei cittadini per un sistema sostenibile», destinato ad entrare nell'agenda del primo ministro che avrà il compito di guidare l'Italia nei prossimi 5 anni.

«Le professioni sanitarie riunite nel Conaps - spiega il presidente del Coordinamento nazionaleAntonio Bortone - sono, insieme a quelle organizzate in Ordini e Collegi, la colonna vertebrale del Ssn. Ma ancora oggi troppe sono le storture e le limitazioni cui sono costrette: assenza di Albi e Ordini, disordine normativo nella formazione, molti provvedimenti disattesi, libera professione al palo. Eppure la tutela della salute, garantita dall'art. 32 della nostra Costituzione, si esplica anche attraverso la garanzia, da parte dello Stato, della certezza del professionista con cui il cittadino si relaziona. Per questo motivo sono stati istituiti per medici, infermieri, tecnici di radiologia e ostetriche gli Albi, riuniti in Ordini e in Collegi, garantendo al cittadino di ritrovare, in quel professionista, le competenze che legittimamente si possono attendere, in virtù della formazione universitaria a carattere nazionale, oltre che del governo della deontologia professionale e della formazione continua. Non se ne spiega dunque l'assenza per le altre professioni sanitarie. In quest'ottica, liberare le professioni sanitarie dagli ostacoli che oggi impediscono di contribuire a migliorare il Ssn deve essere uno degli obiettivi di chiunque si appresti a riorganizzarlo».

«Le Professioni Sanitarie oggi, in Italia – spiega il presidente Antel-Assiatel-Aitic, Fernando Capuano – possono contribuire molto di più ai bisogni della collettività, in termini di efficacia ma anche di sostenibilità economica. Lo sviluppo delle professioni sanitarie degli ultimi decenni, ora evidenzia una battuta d'arresto, pur non rappresentando un costo per il sistema, ma un investimento: a fronte di una spesa iniziale si pongono obiettivi di riduzione della disabilità e rinforzo della partecipazione di tutti i cittadini alla società».

Ecco i sette punti del manifesto, che secondo le professioni è anche ciò di cui cittadini e professionisti hanno bisogno:

1 - Albo professionale per ognuno dei profili delle professioni sanitarie: i cittadini hanno il diritto, tutelato dalla Costituzione, a riconoscere i professionisti cui si rivolgono e sapere con esattezza cosa legittimamente aspettarsi da loro; attualmente il danno alla salute dei Cittadini derivante dall'abusivismo professionale è sotto gli occhi di tutti;

2 - Chiarezza nella formazione dei professionisti: vanno abrogate le norme relative alla formazione pregressa, che già la legge aveva dichiarato chiuse; purtroppo, in assenza di chiarezza e ordine, diversi sono i tentativi di ricreare figure non più esistenti, allo scopo di sfuggire alla formazione, esclusivamente universitaria;

3 -Sistema di governo aziendale: la l. 251/00 e la l. 43/2006, approvate per riformare il sistema sanitario grazie alla diretta responsabilizzazione dei professionisti sanitari nell'organizzazione dei propri processi professionali nelle aziende sanitarie, sono pienamente disattese; in alcuni casi si è proceduto, correttamente, ad individuare dirigenze di area in staff alla direzione aziendale ed in rapporto diretto con essa; molte volte, invece, disapplicando le norme e proseguendo su modelli organizzativi sorpassati e dimostratisi fallimentari, ci si è limitati ad attuare modelli inefficienti e non più sostenibili economicamente. Occorre investire sul nuovo "profilo giuridico" del professionista sanitario, nella sua "posizione di garanzia", adeguando le strutture organizzative ed implementando nuove competenze;

4 -Accreditamento diretto con leaziende sanitarie pubbliche: i cittadini devono poter scegliere, accanto alla struttura sanitaria ove essere presi in carico per i problemi complessi, il libero professionista per i problemi che non necessitano di approccio multiprofessionale; per il sistema significherebbe maggiori risparmi, migliore efficienza grazie alla corretta allocazione delle casistiche rispetto alle risorse e per i cittadini maggiore possibilità di una scelta consapevole e sicura; 

5 - Libera professione intramoenia in autonomia: bisogna superare la previsione della prestazione delle professioni sanitarie come attività di supporto alla visita medica; è invece necessario modificare il CCNL perché preveda la possibilità per i cittadini di accedere direttamente alle prestazioni delle professioni sanitarie, in libera professione, invece di essere obbligati ad una visita medica, quando non necessaria. Anche in questo modo si combattono gli sprechi e i rischi di errore;

6 - Progetto nazionale sui percorsi di cura facilitati: sulla base di protocolli interdisciplinari, categorie di utenti con bisogni sanitari "non complessi" devono potere accedere direttamente al professionista sanitario senza duplicazioni di visite; in questo ambito vi sono alcune valide esperienze regionali; è necessario che ogni professionista, nel SSN, esprima al massimo le proprie potenzialità, rispondendo ai bisogni della tipologia e complessità adeguati; codificare percorsi di cure significa anche liberare risorse di risposta a bisogni complessi, aumentando la sostenibilità del sistema;

7 -Equipe Multidisciplinare: l'integrazione in sanità è elemento fondante della pratica clinica e non può essere risolta da un unico professionista; rafforzare l'integrazione significa restituire responsabilità all'équipe e centralità al paziente; se il sistema non vuole regredire, deve liberarsi delle tentazioni di restaurazione, nell'ottica di un coinvolgimento reale dei cittadini e dell'avanzamento verso modelli che guardano alle competenze necessarie per la risoluzione dei problemi dell'utente, piuttosto che alla salvaguardia delle professioni.

«Questo – conclude il presidente Conaps – è il nostro programma che proponiamo a coloro che si candidano a guidare il Paese. Queste le nostre soluzioni ai problemi che coinvolgono professionisti e l'intero sistema salute. Le professioni sanitarie sono pronte per lo sviluppo e per il futuro. Auspichiamo ora che lo sia anche la classe politica del nuovo Parlamento, nell'interesse di tutti i cittadini».

martedì 12 febbraio 2013

INFO2


Delle ventidue professioni sanitarie regolamentate dalla normativa, soltanto alcune sono state definitivamente normate attraverso la costituzione di rispettivi collegi, le altre sono invece costituite in  associazioni volontarie per lo più riconosciute con specifico Decreto del Ministero della Salute del 19/06/2006 come rappresentative a livello nazionale dei rispettivi profili professionali. 

Le professioni sanitarie e le rispettive associazioni aderenti al CoNAPS suddivise per aree professionali sono:

AREA DELLA RIABILITAZIONE (Associazioni e Professioni Sanitarie Riabilitative):
   - AIFI Fisioterapisti
   - AMPI Podologi
   - AITO Terapisti Occupazionali  
   - AITNE e ANUPI Terapisti della Neuropsicomotricità dell' Età Evolutiva 
   - FLI Logopedisti
   - ANEP Educatori Professionali 
   - AITRP Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica

AREA TECNICO SANITARIA (Associazioni e Professioni Tecnico-Sanitarie):
 area tecnico - diagnotica 
   - AITA Tecnici Audiometristi 
   - AITN Tecnici di Neurofisiopatologia 
   - ANTEL , ASSIATEL e AITC Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico 
 area tecnico-assistenziale 
   - AIDI e UNID Igienisti Dentali 
   - ANAP Tecnici Audioprotesisti 
   - ANDID Dietisti
   - ANPEC Tecnici di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare 
   - ANTOI e FIOTO Tecnici Ortopedici 

AREA DELLA PREVENZIONE (Associazioni e Professioni Tecniche della Prevenzione):
   - ASNAS e FENAAS - Assistenti Sanitari
   - UNPISI e AITEP - Tecnici della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di lavoro
  

INFO

Le Professioni della Salute non "ordinate", ovvero non dotate di ordini e/o Albi professionali,
operanti nel sistema complesso qual è quello sanitario nazionale, sono chiamate ad esplicare attività riabilitativa, tecnico sanitaria e della prevenzione, che miri ad ottenere uno obiettivo prioritario: la tutela della salute individuale e pubblica.

La peculiarità delle loro attribuzioni, il rapporto diretto con il paziente, richiede, da parte dei professionisti sanitari, un'indispensabile qualità delle prestazioni professionali, nonché un continuo miglioramento delle conoscenze nel progetto di Educazione Continua in Medicina.
In una Società in continua evoluzione dove si prospettano trasformazioni inarrestabili, sentiamo l'esigenza di richiamare l'attenzione delle Istituzioni e della politica tutta, che opera per il bene della collettività, affinché siano stabilite le "regole" per tali Professionisti.

Si deve rispondere ai Cittadini in maniera corretta ed adeguata, nel pieno rispetto della qualità professionale e nel rispetto di un Codice Deontologico realmente vincolante.

Da tutto ciò ne consegue l'importanza dell'istituzione degli Ordini di cui alla Legge 43/06, da tempo calendarizzata al Senato, quale strumento di garanzia verso gli utenti, contro ogni forma di abusivismo professionale nell'area della salute, fenomeno drammaticamente diffuso, in alcun modo arginato e devastante per la salute appunto del cittadino ignaro.

Le Professioni stesse, si sono quindi costituite in un Coordinamento Nazionale attivo con propria rappresentanza e Mission
 


lunedì 11 febbraio 2013

info


I Responsabili salute dei partiti incontrano le Professioni Sanitarie per un confronto sull'agenda sanità della prossima legislatura.
Confermata la partecipazione del Ministro della Salute, Prof. Renato Balduzzi che ha concesso il Patrocinio Istituzionale all'evento promosso dai Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico.

Si svolgerà a Roma, il prossimo 14 febbraio dalle ore 9.30, nella bella cornice della Sala della Colonne di Palazzo Marini di Montecitorio in Via Poli n.18, l'incontro tra i Responsabili Salute delle principali formazioni politiche e i rappresentanti delle Professioni Sanitarie, Regioni e della Sanità privata accreditata e religiosa.
Promotori di questo interessante momento di confronto e dialogo sul miglioramento e la messa in qualità delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale , sono stati la Confederazione Nazionale dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico guidata dal dott. Fernando Capuano, con l'apporto determinate dell'Onorevole Beatrice Lorenzin e del dott. Francesco Saverio Proia, dirigente del Ministero della Salute, da anni impegnato nel settore dello sviluppo delle Professioni Sanitarie nel nostro paese.
Confermati gli interventi dei responsabili salute di Fratelli d'Italia con Maria Alessandra Gallone , della Lega Nord Padania con Fabio Rizzi , del PDL con Cesare Cursi , del PD con Margherita Miotto e Lionello Cosentino , di SEL con Elisabetta Leone, dell'Udc e di Giovanni Monchiero di Scelta Civica con Monti per l'Italia.
Per le Regioni è confermata la partecipazione del Presidente della Consulta delle Professioni Sanitarie della Lombardia, Sabatino Massimiliano , per il Piemonte del Direttore Generale Angelo Lino Del Favero che tratterà delle "Esperienze riorganizzative in tempo di spending revew, l'esperienza dell'A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino" , per il Lazio di Monica Mei del Coordinamento Regionale delle Professioni Sanitarie.
Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni Professioni Sanitarie interverrà con Antonio Bortone che presenterà il manifesto nazionale delle Professioni Sanitarie per l'agenda sanità dei partiti della prossima legislatura.
Nell'ambito dell'intensa giornata , si terrà la Tavola rotonda dal tema " Ospedalità religiosa, problema o risorsa ? " promossa dall'Onorevole Paola Binetti cui parteciperanno il Senatore Claudio Gustavino, il Senatore Stefano De Lillo, l'Onorevole Domenico Di Virgilio e il Prof. Giuseppe Profiti Presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Per la Sanità privata accreditata interverrà il Presidente di Confsalute, Dott. Maurizio Pigozzi.
Molto atteso l'intervento del Ministro della Salute, Prof. Renato Balduzzi.


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